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cristo signore, pontefice assunto di mezzo agli uomini classé dans : chiesa popolo di dio — 25 juin, 2009 @ 3:37 salutiamo voi che, uniti a gesù cristo, siete diventati il popolo di dio insieme con tutti quelli che, ovunque si trovino, invocano il nome di gesù cristo, nostro signore. dio, nostro padre, e gesù cristo , nostro signore, diano a voi grazia e pace. (1 cor 2-3) popolo di dio: chiamati ad essere santi insieme perche’ angulo? ai tempi di san giovanni di dio, c’era un uomo di nome giovanni d’avila - da non confondere con il santo suo direttore spirituale - che, oltre ad essere un caro amico, era diventato l’uomo di fiducia, il suo braccio destro. egli lo chiamava familiarmente angulo. oggi noi lo ricordiamo proprio perché il suo nome viene ripetutamente menzionato o sott’inteso nelle lettere. « verrà lì giovanni d’avila, che è il mio compagno, benché io lo chiami sempre angulo: però il suo vero nome è giovanni d’avila » (68). sorella mia molto amata, buona duchessa di dessa, mandatemi un altro anello o qualsiasi altro vostro monile, affinché abbia che impegnare …( 69) (ii lettera alla duchessa di sessa) « …se a gesù cristo piacerà togliermi da questa vita presente, lascio qui disposizioni per quando tornerà il mio compagno angulo, che si è recato a corte, e lo raccomando a voi, poiché si ritrova assai povero lui e sua moglie! . (16). (iii lettera alla duchessa di sessa). il suo matrimonio con beatrice de ayvar fu celebrato all’interno dell’ospedale il 14 maggio 1549. il primo suo figlio giovanni, nacque il 20 marzo 1550, a soli dodici giorni dalla morte di san giovanni di dio; seguirono filippa nel 1552, pedro nel 1554 e alonso nel 1556. vn. m. de mina, angulo = juan de avila. prototipo del tranajador cristiano en el primewro hospital de san juan de dios , in « eermanos hospitalarios », 163: 110-113, 1991 un buon motivo per dedicare ad angulo un meritato posto nel web. ma anche per rinsaldare con il santo di granada un’antica alleanza e rinvigorire passioni giovanili disperse in tutte le latitudini. video apocalisse di san giovanni … « rivelazione di gesù cristo che dio gli diede per render noto ai suoi servi le … » la chiesa . popolo di dio la messa in risalto di chiesa popolo di dio viene dal concilio vaticano ii, (1cor 2-3) . scriveva il card. michele pellegrino, arcivescovo di torino: « non un agglomerato di gente, non una massa di gente che si trova lì per caso. no, ma un popolo che racoglie in sé tutti i batezzati, che hanno in comune qualcosa di profondo, di grande. quando si dice « popolo di dio » vuol dire che prima di qualsiasi istituzione gerarchica, di qualsiasi differenza, tra preti, vescovi, laici, c’è qualcosa che accomuna tutti i batezzati, tutti i credenti in cristo, in una unità, in una comunione… tuttavia si tratta di una comunità articolata, non indiferenziata. non siamo chiamati a fare tutti le stesse cose, tutti allo stesso livello. una comunità differenziata in cui c’è una distinzione di ministeri… e specificava: un cristianesimo cosciente… un cristianesimo critico… cristiani corresponsabili… essere coerenti… essere aperti all’uomo… apertura al mondo… apertura agl’ultimi… apertura a dio . ultima in ordine di tempo, ma non in ordine di importanza. anzi la dico alla fine, proprio per insistere sull’importanza di questa sigenza. ho detto: apertura all’uomo, e ora dico apertura a dio . del resto, senza l’apertura a dio non c’è vera e completa apertura ai fratelli ». (maglie, lecce , 1979) « mi commuovo quando penso ai mesi in cui il padre, una volta alla settimana, scendeva lo scalone dell’arcivescovado, bussava alla porticina d’ingresso della nostra sede, si sedeva con noi attorno al tavolo, nella sacrestia e ci spiegava il vangelo di giovanni. una cinquantina di ragazzi, un registratore e lui, il cardinale, con la paternità e l’affabilità che lo distinguevano, ci educava al gusto della parola. » (ernesto oliviero) 781 « in ogni tempo e in ogni nazione è accetto a dio chiunque lo teme e opera la sua giustizia. tuttavia piacque a dio di santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un popolo, che lo riconoscesse nella verità e santamente lo servisse. si scelse quindi per sé il popolo israelita , stabilì con lui un’alleanza e lo formò progressivamente [...]. tutto questo però avvenne in preparazione e in figura di quella nuova e perfetta alleanza che doveva concludersi in cristo [...] cioè la nuova alleanza nel suo sangue, chiamando gente dai giudei e dalle nazioni, perché si fondesse in unità non secondo la carne, ma nello spirito » 206 le caratteristiche del popolo di dio 782 il popolo di dio presenta caratteristiche che lo distinguono nettamente da tutti i raggruppamenti religiosi, etnici, politici o culturali della storia: — è il popolo di dio : dio non appartiene in proprio ad alcun popolo. ma egli si è acquistato un popolo da coloro che un tempo erano non-popolo: « la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa » ( 1 pt 2,9). — si diviene membri di questo popolo non per la nascita fisica, ma per la « nascita dall’alto », « dall’acqua e dallo spirito » ( gv 3,3-5), cioè mediante la fede in cristo e il battesimo. — questo popolo ha per capo gesù cristo (unto, messia): poiché la medesima unzione, lo spirito santo, scorre dal capo al corpo, esso è « il popolo messianico ». — « questo popolo ha per condizione la dignità e la libertà dei figli di dio, nel cuore dei quali dimora lo spirito santo come nel suo tempio ». 207 — « ha per legge il nuovo precetto di amare come lo stesso cristo ci ha amati ». 208 è la legge « nuova » dello spirito santo. 209 — ha per missione di essere il sale della terra e la luce del mondo. 210 « costituisce per tutta l’umanità un germe validissimo di unità, di speranza e di salvezza ». 211 — « e, da ultimo, ha per fine il regno di dio, incominciato in terra dallo stesso dio, e che deve essere ulteriormente dilatato, finché alla fine dei secoli sia da lui portato a compimento ». 212 un popolo sacerdotale, profetico e regale 783 gesù cristo è colui che il padre ha unto con lo spirito santo e ha costituito « sacerdote, profeta e re ». l’intero popolo di dio partecipa a queste tre funzioni di cristo e porta le responsabilità di missione e di servizio che ne derivano. 213 784 entrando nel popolo di dio mediante la fede e il battesimo, si è resi partecipi della vocazione unica di questo popolo, la vocazione sacerdotale : « cristo signore, pontefice assunto di mezzo agli uomini, fece del nuovo popolo « un regno e dei sacerdoti per dio, suo padre ». infatti, per la rigenerazione e l’unzione dello spirito santo i battezzati vengono consacrati a formare una dimora spirituale e un sacerdozio santo ». 214 785 « il popolo santo di dio partecipa pure alla funzione profetica di cristo ». ciò soprattutto per il senso soprannaturale della fede che è di tutto il popolo, laici e gerarchia, quando « aderisce indefettibilmente alla fede una volta per tutte trasmessa ai santi » 215 e ne approfondisce la comprensione e diventa testimone di cristo in mezzo a questo mondo. 786 il popolo di dio partecipa infine alla funzione regale di cristo. cristo esercita la sua regalità attirando a sé tutti gli uomini mediante la sua morte e la sua risurrezione. 216 cristo, re e signore dell’universo, si è fatto il servo di tutti, non essendo « venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti » ( mt 20,28). per il cristiano « regnare » è « servire » cristo, 217 soprattutto « nei poveri e nei sofferenti », nei quali la chiesa riconosce « l’immagine del suo fondatore, povero e sofferente ». 218 il popolo di dio realizza la sua « dignità regale » vivendo conformemente a questa vocazione di servire con cristo. « tutti quelli che sono rinati in cristo conseguono dignità regale per il segno della croce. con l’unzione dello spirito santo sono consacrati sacerdoti. non c’è quindi solo quel servizio specifico proprio del nostro minist